Come è messa l’Università italiana relativamente a mobilità, squilibri di genere e nepotismo nelle posizioni lavorative?

Come è messa l’Università italiana relativamente a mobilità, squilibri di genere e nepotismo nelle posizioni lavorative?

La risposta emerge da uno studio comparativo recentemente pubblicato su PNAS e ripreso da Nature, condotto da due ricercatori italiani all’estero, il Prof. Stefano Allesina e il post-doc Jacopo Grilli dell’Università di Chicago. Nello studio sono state analizzate differenze nel sistema accademico italiano, francese e statunitense utilizzando una forma molto semplice di dati: elenchi di nomi di professori che lavorano in una determinata istituzione insieme al loro rango, campo di studio e posizione geografica. Questi dati sono facili da ottenere e possono essere usati per dedurne i modelli di mobilità (sono i ricercatori impiegati nella regione in cui sono nati e cresciuti?), squilibri di genere (sono le donne sottorappresentate in certi campi?) e perfino il nepotismo (i professori assumono i loro parenti per posti accademici?).
I risultati mostrano che alcune problematiche sono condivise in tutti i sistemi accademici analizzati,  in particolare un forte squilibrio tra i sessi nelle discipline di scienza, tecnologia, ingegneria e matematica.

Alcune problematiche su mobilità e nepotismo emergono però specificamente per l’Italia. I ricercatori nel nostro Paese tendono a lavorare dove sono nati e cresciuti mentre gli accademici americani sono caratterizzati da una grande mobilità (che per i ricercatori è un fattore di grande crescita di cui avevamo già parlato in precedenza). Inoltre da questo studio emerge chiaramente il nepotismo solo nel sistema italiano, anche se in declino dal 2010, quando è entrata in vigore la legge anti-nepotismo inclusa nella riforma Gelmini.

Secondo Allesina, il nepotismo segnala un problema più generale nel reclutamento. Se un professore può mettere in cattedra il figlio, allora potrà mettere in cattedra chiunque. “La famiglia è la croce e delizia della societa italiana, e il sistema universitario riflette questa situazione” conclude Stefano Allesina. Putroppo questo concetto di “famiglia” preclude l’ingresso a tanti ricercatori meritevoli, la cui unica colpa è quella di essersi messi in gioco secondo le regole della scienza internazionale, andando all’estero per imparare, di conseguenza ritrovandosi chiusi fuori dal sistema accademico italiano.

Links:

Grilli J & Allesina S, Last name analysis of mobility, gender imbalance, and nepotism across academic systems, PNAS 2017

Nosengo N, Italy’s anti-nepotism drive picked up in surname study, Nature 2017